Inside the World’s Toughest Prisons

Inside the World’s Toughest Prisons è una docuserie realizzata da Emporium Productions e disponibile su Netflix. Le riprese hanno avuto inizio nel 2016 e attualmente sono state prodotte 5 stagioni da 4 episodi l’una della durata di circa 50 minuti ciascuno.
La serie è un vero e proprio tour delle prigioni più “dure” del mondo, il presentatore si fa rinchiudere volontariamente in queste strutture per una settimana vivendo nel modo più reale possibile la vita di un detenuto.
Nella prima stagione lo show viene presentato e narrato dal criminolo e giornalista Paul Connolly, ma dalla seconda stagione in poi Paul lascia il suo posto a Raphael Rowe. Scelta saggia da parte dei produttori dato che secondo la critica Raphael è molto più adatto al lavoro.

Raphael Rowe nasce l’11 Marzo 1968 in Inghilterra e all’età di 17 anni viene accusato di essere il leader di una gang criminale e condannato all’ergastolo senza condizionale per rapina a mano armata e omicidio. Dopo 12 anni passati in diverse carceri britanniche viene scagionato grazie a delle nuove prove sul caso e
viene ufficialmente dichiarato innocente e rilasciato. Dopo questi avvenimenti, Raphael decide di intraprendere la carriera giornalistica per far conoscere al mondo quelle che sono le dinamiche interne della vita di un detenuto. In ogni episodio Raphael visita un penitenziario in un paese diverso, dal Brasile alla Polonia, dalla Germania alla Papua Nuova Guinea, dal Messico al Sudafrica, Raphael visita le peggiori prigioni del mondo dandoci la possibilità di dare uno sguardo all’interno di un mondo sconosciuto alla maggior parte delle persone.

La struttura degli episodi è quasi sempre la stessa. Il primo step è quello di visitare quelli che sono i quartieri con il tasso più alto di criminalità della città in cui sta girando. In vari episodi Raphael, durante questa prima fase, accompagna le autorità del luogo durante dei blitz o delle missioni speciali. Dopodiché inizia la sua esperienza da detenuto e viene portato nella struttura penitenziaria proprio come si farebbe con qualsiasi nuovo recluso, una volta nella struttura svolge tutte le procedure richieste dalla prigione: perquisizioni corporali, rilascio di impronte digitali e foto segnaletiche (le procedure variano da prigione in
prigione). In seguito viene portato nella sua cella e lì vive per 3 giorni con gli altri detenuti senza alcun tipo di privilegio. Il 4° e 5° giorno cambia prospettiva e segue gli agenti penitenziari in quella che è la loro routine ed infine, il 6 e 7 giorno, visita insieme agli agenti i luoghi più “brutti” del penitenziario: le celle d’isolamento e le strutture di massima sicurezza.

Durante la sua permanenza Raphael vive secondo le leggi della prigione, sia quelle ufficiali che quelle “interne” che gli vengono illustrate dai detenuti. In quei 3 giorni lavora, prende parte ai programmi di riabilitazione disponibili, ma soprattutto parla e si confronta con le persone che ha intorno. Gli individui che lo circondano sono veri criminali e le condanne che li tengono lì dentro vanno da furto, aggressione e rapina fino ad arrivare a stupro, omicidio e omicidio plurimo. Raphael si confronta con queste persone e ci permette di ascoltare quelli che sono i loro pensieri sia che siano pentiti del reato da loro commesso e che
stiano cercando di cambiare vita, sia che non provino alcun rimorso.

Un altro aspetto interessante che viene preso in considerazione è l’approccio che ogni prigione ha nei confronti dei detenuti: alcune strutture puntano alla totale correzione e riabilitazione dell’individuo, tramite corsi di abilità lavorative o educative e sedute di ascolto tenute da psicologi, altre seguono una politica più rigida che mira a far capire ai detenuti che in futuro l’andare in prigione non è un opzione.

La serie ci permette anche di vedere come le condizioni di vita dei detenuti variano di prigione in prigione, ma soprattutto di paese in paese. Alcune strutture sono molto moderne e offrono celle abbastanza spaziose, cucine funzionanti, bagni e docce puliti e zone comuni agibili. Altre prigioni sono invece al limite del vivibile, sovraffollate e a corto di fondi, queste prigioni cadono a pezzi e i detenuti vivono come animali, costretti a dormire a terra nella sporcizia e spesso lasciati a digiuno a causa della limitata quantità di cibo fornita.

Dobbiamo consigliarvi questa docuserie perché, per quanto cruda ed estremamente reale, è davvero molto interessante e non solo permette a chi la guarda di vedere dall’interno il funzionamento di questo mondo conosciuto da pochi, ma fa aprire gli occhi fornendo diversi spunti di riflessione su tematiche spesso ignorate.


VOTO COMPLESSIVO: 9

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