
Marie Antoinette è un film del 2006 diretto da Sofia Coppola.

Austria, 1769. Per suggellare l’alleanza tra Francia e Austria, l’imperatrice Maria Teresa offre in sposa la figlia, la quattordicenne arciduchessa Antoinette (Kirsten Dunst), al delfino di Francia Luigi XVI (Jason Schwartzman). Dopo la “consegna della sposa” dove Antoinette viene spogliata di tutto ciò che rappresentava la sua vita austriaca, viene presentata ufficialmente al fidanzato Luigi XVI, divenendo così la delfina di Francia Maria Antonietta. Sotto lo scrutinio dell’intera corte, la delfina si trasferisce nei suoi appartamenti a Versailles, dove inizia il suo difficile rapporto con l’aristocrazia, i costumi e l’etichetta francesi. Il suo matrimonio non consumato, e quindi l’apparente incapacità di Maria Antonietta di dare vita ad un erede, peggiorano la sua posizione all’interno della corte. Per sfuggire ai pettegolezzi ed alle dicerie di corte, Maria Antonietta si rifugia nelle amicizie. Durante una festa in maschera conosce il conte Hans Axel von Fersen, capitano delle guardie svedesi.

Nel 1774, re Luigi XV muore e Luigi XVI e Maria Antonietta diventano i nuovi regnanti di Francia. Mentre Maria Antonietta continua il suo eccessivo stile di vita. Per risolvere la questione coniugale, in aiuto alla coppia reale arriva il fratello di Maria Antonietta, l’imperatore Giuseppe II, e, sotto la guida dei suoi consigli, il matrimonio viene finalmente consumato e Maria Antonietta dà alla luce la principessa Maria Teresa. Dopo la nascita della figlia la regina abbandona le feste e la vita di corte e si ritira con pochi intimi nella più modesta residenza del Petit Trianon, dove inizia una vita più sobria e campestre. Qui riprende la sua relazione adulterina con il capitano Fersen, che viene interrotta dalla partenza per il fronte del capitano: ciò segna il suo ritorno a Versailles, dove dà alla luce l’atteso delfino di Francia, Luigi Giuseppe.

L’impegno francese nella guerra americana grava pesantemente sulla popolazione francese, producendo un malcontento indirizzato perlopiù verso il capro espiatorio di Maria Antonietta, la quale viene accusata di star portando la Francia alla bancarotta con la sua lussuria ed il suo sperpero di denaro. Dopo la presa della Bastiglia, mentre parenti ed amici iniziano a fuggire dal Paese, Maria Antonietta e Luigi XVI decidono di rimanere a Versailles. L’agitazione popolare culmina quando una notte di ottobre una folla inferocita penetra nella reggia con l’intenzione di assassinare la regina; i ribelli ottengono così che la coppia reale ed il resto della corte si trasferisca a Parigi.

Sofia Coppola, dopo Il giardino delle vergini suicide e Lost in translation con Marie Antoinette si confermò nel 2006 regista di livello, estremamente capace di inserire il proprio tratto stilistico nelle proprie storie. La Coppola ha raccontato quasi sempre vicende di adolescenti o giovani donne, ma in questo caso la donna in questione è uno dei personaggi più famosi di sempre, uno dei più controversi, detestati, affascinanti, deplorevoli, studiati e anche dei più tristi.

La Coppola in Marie Antoinette non è interessata all’analisi politica, ma neppure alla “leggenda” della regnante e neppure alla psicologia profonda del suo essere stata umana. Maria Antonietta è una figura dell’immaginario per la generazione di transizione. Ed è proprio qui che vediamo la particolarità della penna di Sofia Coppola. Sempre stata un outsider nel suo campo, come abbiamo potuto vedere in un altro film particolare della Coppola quale: Il giardino delle vergini suicide, un nome, tutto un dire.
Questo film però, va classificato come uno dei migliori riusciti, perchè anche acclamato dalla critica.
VOTO COMPLESSIVO: 9 e 1/2
